Gianpaolo Muliari

NascitaBesana - Brianza, 3 Novembre 1965
ResidenzaVia Weill Weiss 26/a - 20020 Lainate (Mi)
StudioViale Rimembranze 21/7 - 20020 Lainate (Mi)
Cellulare347 534 8289
Emailjampytoro@yahoo.it

Pittore realista a tematica sociale. Si è diplomato al Liceo Artistico "Beato Angelico" di Milano nel 1983 e all'Accademia Belle Arti di Brera nel 1989. Dedica da sempre il suo impegno artistico alla tematica della vita e a quella dell'infanzia in particolare che raffigura con opere a matita e pastelli policromi su carta.

Ha esposto le proprie opere in numerose mostre personali, tra le più significative si ricordano:

  • Assisi, Basilica S.Maria degli Angeli in Porziuncola (1989);
  • Bologna, Antoniano (1994);
  • Milano, Basilica Sant'Ambrogio (1994);
  • Francoforte, Galerie Raphael (2004);
  • Melfi, Palazzo Vescovile (2010);
  • Vittorio Veneto, Chiesa di San Paolo al Piano (2012);
  • Londra, Millennium Art Gallery (2013);
  • Longarone, Palazzo Mazzolà (2014);
  • Berlino, Gallerie Pinna (2015);
  • Madrid, Galeria Ara Arte (2017);
  • Canale d'Agordo, Museo Papa Luciani (2018).

Va ricordata la presenza agli Istituti Italiani di Cultura di Budapest, Colonia, Copenaghen, Cracovia, Helsinki, Monaco di Baviera, Praga, Stoccarda, Stoccolma, Tallinn, Vienna, Istambul, Sydney, Buenos Aires.

Nel 2015, per ricordare un cammino artistico trentennale, ha raccolto i lavori più significativi in un'opera monografica dal titolo "...e vi ho chiamato amici", edita dalla Giorgio Mondadori Editore. Dal 2008 è Direttore del Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata. È associato al gruppo artistico "Soave in Arte" dal 2010 per un legame familiare e ricordi d'infanzia sempre vivi: a Soave è nato il papà Gianfranco.

Opera da sempre a Lainate dove vive con la moglie Emanuela e i figli Eleonora e Alessandro.

I disegni di Muliari ci invitano a riflettere su ciò che possiamo ancora salvare: la nostra anima, e non solo nel senso religioso del termine. Muliari scruta a fondo i personaggi, con silenzio e dedizione. Anziché indurci alla rassegnazione inerte, egli ci invita a quella presa di coscienza che celebra il coraggio, la dignità e la bellezza della vita. Francesca Rizzo